La parola all’insegnante sull’AAC
Professione
Nome dell’organizzazione
Scala di azione dell’organizzazione
In cosa consiste la sua professione?
Lavorando a contatto con studenti che hanno problemi di linguaggio e di udito e che spesso non sono in grado di comunicare attraverso il codice scritto e orale, è necessario trovare strategie efficaci per facilitare la comunicazione e la comprensione. L’AAC è un valido alleato nei contesti scolastici ed extrascolastici per sostenere la comunicazione e l’apprendimento in modo spontaneo.
Conosce i metodi di AAC? Da quando?
Si, circa 10 anni
In quali situazioni utilizzate i metodi AAC?
In particolare con alunni non verbali con gravi disabilità motorie che non sono in grado di impugnare una penna, con alunni con DSA (disturbo dello spettro autistico) a basso funzionamento e con alcuni alunni stranieri.
Quali sono i vantaggi dell’uso dei metodi di AAC?
L’AAC permette di comunicare a coloro che non possono esprimersi attraverso i “canali di comunicazione tradizionali”. È molto utile anche per facilitare i testi degli alunni stranieri e, in generale, per promuovere l’inclusione e l’autonomia di coloro che sono parzialmente o completamente incapaci di esprimersi. Facilita la comunicazione dei bisogni primari, la comprensione di un concetto e allena la memoria visuo-grafica. Inoltre, aiuta il bambino a migliorare la sintassi delle frasi.
Potrebbe raccontarci una situazione in cui ha riscontrato questi benefici?
L’AAC mi è stata di grande aiuto con un alunno con problemi di udito. Con lui abbiamo sempre usato la Comunicazione Alternativa e Aumentativa a scuola, ma è stato soprattutto durante il ricovero in ospedale dopo un’operazione di impianto cocleare che la CAA ha permesso al bambino di comunicare con medici e infermieri.
Pensa che i metodi di AAC siano ben conosciuti e utilizzati nel campo dell’istruzione nel suo Paese?
Purtroppo, l’AAC non è sempre utilizzata in tutte le scuole e spesso la mancanza di formazione o di conoscenza delle metodologie crea dei divari tra una scuola e l’altra. Inoltre, i corsi per imparare a utilizzarla sono estremamente costosi.
Ritiene che le pratiche legate all’AAC debbano essere migliorate? Perché?
Attualmente c’è molta confusione: molti si improvvisano operatori esperti o è opinione comune e diffusa che l’uso dell’AAC debba essere delegato solo alla scuola. L’avvio di un progetto di AAC richiede un grande impegno da parte della famiglia, dei professionisti e dei partner della comunicazione, cioè di tutti coloro che ruotano intorno al bambino con difficoltà di comunicazione.
Avete delle risorse da condividere ?
- www.simcaa.it
- www.ilibripertutti.it
- www.fareleggeretutti.it
- Fondazione PAIDEIA
- Centro sovrazonale di comunicazione aumentativa (http://sovrazonalecaa.org)
- Fondazione ARES (www.fondazioneares.com)
- Isaac Italy (www.isaacitaly.it)
- Il CAAmaleonte (www.ilcaamaleonte.it/)
- App: GeMS and Stella stellina.
- Tadà: permette di leggere e ascoltare libri per bambini modificati con testi interamente tradotti in simboli.
- Edook: biblioteca digitale che raccoglie progetti per bambini e adolescenti, insegnanti ed educatori.
Sulla base della sua esperienza, ha qualche consiglio pratico da dare ai professionisti che hanno a che fare con studenti con bisogni speciali e che devono implementare i metodi di AAC a scuola?
Per implementare un supporto di Comunicazione Aumentativa Alternativa è necessaria una pianificazione costante e quotidiana, che non è supportata da una sola persona (l’insegnante di sostegno) ma deve essere concordata dal gruppo di professionisti che ruotano intorno all’alunno (psicologo, educatore, logopedista, assistente sociale, terapista, insegnante…) e condivisa con i genitori e i tutori.